d. La scelta del professionista

L’Arcidiocesi non fa riferimento a “professionisti di fiducia”, ma ogni ente potrà scegliere il professionista che riterrà possa rispondere meglio alle proprie esigenze. E’ importante che il rapporto fiduciario tra committenza e professionista sia in ogni modo determinato contrattualmente, in quanto trattasi sempre di un rapporto professionale, anche se – ipotizziamo – la prestazione fosse esercitata pro-bono (gratuitamente).

Il disciplinare d’incarico, proposto dal professionista e sottoscritto sia da lui che dal legale rappresentante dell’ente, deve indicare:

  • la descrizione delle prestazioni professionali oggetto dell’incarico (ad es. progettazione preliminare/progettazione esecutiva, direzione lavori, redazione di pratiche edilizie, redazione di computo metrico, ecc.);
  • l’onorario pattuito (a cui sono da aggiungere gli oneri previdenziali, compresi tra il 2 e il 5% dell’onorario a seconda delle professioni, e l’IVA);
  • i tempi di esecuzione delle prestazioni;
  • i tempi e le modalità di pagamento.

E’ buona prassi chiedere un preventivo a più tecnici per poter valutare il miglior rapporto costi/prestazioni, soprattutto quando si inizia un intervento “nuovo”.

Inoltre, in base all’art. 10 del Decreto di determinazione degli Atti di Straordinaria Amministrazione per gli Enti Ecclesiastici soggetti all’Autorità dell’Arcivescovo di Bologna in vigore dal 1 gennaio 2013, sono atti di straordinaria amministrazione gli affidamenti di incarichi professionali relativi a beni immobili di seguito specificati:

  • incarichi professionali il cui compenso sia superiore a € 5.000;
  • incarichi professionali che prevedono il deposito o l’istanza di autorizzazione sismica o la verifica sismica.

In questi casi gli amministratori degli enti ecclesiastici non possono compiere validamente, anche in sede civile, gli atti sopra elencati senza previa autorizzazione dell’Ordinario diocesano. Per ottenerlo basta presentare all’ufficio il disciplinare di incarico prima che sia sottoscritto dalle parti. In ultimo si ricorda che, in base al Regio Decreto 2537 del 1925, la progettazione e la direzione lavori di opere su beni immobili tutelati sono di spettanza della professione di architetto; la parte tecnica (ad es. strutture, impianti ecc.) può essere compiuta sia da architetti che da ingegneri o altri tecnici abilitati.

Si ricorda che l’ufficio amministrativo e beni culturali è a disposizione degli enti ecclesiastici per definire insieme quale sia l’iter procedurale più consono per lo specifico caso in esame e per aiutare da un punto di vista tecnico, a valutare i disciplinari di incarico. Si potrà concordare un appuntamento scrivendo a sara.melotti@chiesadibologna.it oppure telefonando al 051.6480743 (10:00 – 12:00).

Acquisito un preliminare parere positivo sull’opportunità dell’intervento da parte del Vicario generale, il parroco potrà fare formale richiesta di autorizzazione per l’affidamento dell’incarico inviando una domanda, attraverso il nostro ufficio, (indirizzata all’Ordinario diocesano) che spieghi brevemente il motivo dell’intervento e che attesti la copertura economica relativa all’onorario del professionista. Alla domanda si deve allegare il disciplinare d’incarico che il professionista scelto avrà fatto pervenire al parroco. La richiesta potrà essere inviata in formato pdf. alla mail sara.melotti@chiesadibologna.it

Dopo che il parroco/legale rappresentante avrà ricevuto il disciplinare d’incarico con il nulla osta dell’Ordinario diocesano, sarà autorizzato alla firma dell’incarico e il professionista potrà iniziare l’iter progettuale. Da questo momento la pratica verrà protocollata in Curia e potrà avere un percorso ordinato.

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