EMERGENZA SANITARIA COVID-19

Assicurazione per gli operatori delle attività in parrocchia

Su iniziativa della Caritas diocesana si è cercato uno strumento di maggiore tutela dei volontari delle nostre parrocchie più esposti a rischi.
Si tratta di specifica copertura assicurativa che potrà estendersi anche ai dipendenti e alle persone che prestano un servizio volontario in parrocchia.
In sintesi la polizza prevede, in caso di COVID, un indennizzo e una diaria per venti giorni all’assicurato che avesse contratto il virus (indipendentemente dal come o dove lo abbia contratto) e venisse ricoverato per almeno sette giorni (con o senza terapia intensiva).
La polizza può essere attivata per ogni nostro Ente anche se non si aderisce alla polizza cumulativa della Diocesi.

Chi è interessato può fare riferimento al direttore dell’Ufficio amministrativo-BC.

 


Indicazione in sintesi sulla igienizzazione dei luoghi di culto

Non è necessario rivolgersi a ditte specializzate, in quanto dal Protocollo CEI-Governo non è richiesta la sanificazione ma l’igienizzazione ovvero una pulizia a fondo delle superfici, con lo scopo di rimuovere le sostanze nocive.

Questa operazione deve tenere conto della tipologia degli arredi (se tutelati o no).
Per arredi non tutelati si utilizzino prodotti identificati come “disinfettante”, ed autorizzati dal Ministero della Salute. Nel dettaglio si tratta di prodotti reperibili sul mercato con la dicitura: “Presidio medico chirurgico”.
Per arredi tutelati è importante compiere l’operazione senza danneggiare le opere e limitatamente ad oggetti  tipo panche utilizzati dai fedeli (no cornici, quadri, ecc). Per questi oggetti si consiglia di utilizzare alcol etilico al 70% già pronto per l’uso oppure una soluzione di alcol denaturato al 90% da diluire in acqua (per ottenere 1 lt. di prodotto: 800 ml di alcol al 90% e 200 ml di acqua). La soluzione mantiene la sua efficacia per 5 gg. purché conservata in un contenitore ben chiuso. Utilizzare la soluzione su di un panno morbido evitando di versare e/o spruzzare direttamente sulle superfici che si potrebbero danneggiare. Attenzione particolare va posta su arredi lignei antichi e/o rifiniti a cera o lacche.
Per igienizzare queste tipologie di superfici non si utilizzino: acqua ossigenata (perossido di idrogeno); ipoclorito di sodio; prodotti a base di cloro (come la normale candeggina o derivati); prodotti a base di sali di argento; ammoniaca; clorexidina; prodotti a base di fenoli o formaldeidi.
Per gel o disinfettanti per le mani da porre all’entrata, siano usati prodotti autorizzati dal Ministero della Salute. Nel dettaglio si tratta di prodotti reperibili sul mercato con la dicitura: “Presidio medico chirurgico”.

Non si proceda a interventi  di sanificazione  senza prima aver interpellato l’Ufficio Amministrativo – Beni Culturali dell’Arcidiocesi.

L’Ufficio BCE della CEI ricorda che l’intervento di sanificazione potrebbe costituire motivo di ammaloramento dei beni conservati nelle chiese. Solo per motivi oggettivamente necessari, la sanificazione si può effettuare ma senza l’utilizzo di ozono e comunque nel rispetto delle indicazioni date dal MiBAC.


Altre attenzioni da tenere presente

Si rimanda alla comunicazione ai sacerdoti dell’Ordinario inviata in data 14 maggio 2020.

In particolare si ricorda:

– Gli ambienti adibiti ad oratorio o catechismo o sale parrocchiali al momento non si possono utilizzare, perché non sono ancora consentiti incontri e riunioni; non si pone quindi il tema di come renderli sicuri e fruibili. In caso venisse chiesto qualche intervento professionale e specializzato l’Ufficio valuterà la possibilità di muoversi in modalità collettiva.

– Gli Enti ecclesiastici che hanno dei dipendenti a servizio dell’Ente parrocchia – ramo istituzionale (sagrista, segretaria, ecc); prima del rientro del dipendente devono valutare con il proprio Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) quali presidi attivare sul luogo di lavoro. Non è possibile dare indicazioni generali in quanto la casistica è notevole, si ricorda unicamente di fare molta attenzione a rendere salubri i luoghi nei quali le persone assunte prestano la loro opera, perché in qualità di datori di lavoro si rientra in responsabilità civili e penali verso i propri assunti.

– L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio o nell’area adibita al culto, sia nei luoghi annessi. Per la gestione degli accessi sarà opportuno prevedere dei volontari che siano facilmente identificabili, che accolgano i fedeli e diano loro le indicazioni utili. Ai volontari spetterà il compito di gestire il flusso di entrata e uscita e il numero dei partecipanti. I volontari dovranno indossare adeguati dispositivi di protezione individuale. Cartelli esposti al pubblico possono aiutare a comprendere il modo adeguato dell’accesso all’edificio di culto e la Diocesi ha fatto pervenire ai sacerdoti un modello già pronto.

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