Beni culturali mobili

Restauro di beni culturali

Gli interventi sui beni culturali mobili necessitano di una duplice autorizzazione, quella dell’Ordinario diocesano e quella dell’ufficio periferico competente del MiBAC. Secondo l’Intesa 2005 tra CEI e MiBAC le istanze di autorizzazione vengono inoltrate alla Soprintendenza unicamente attraverso l’ufficio diocesano. Il lavoro deve essere affidato solo a professionisti qualificati. E’ possibile verificare la sussistenza dei requisiti dei professionisti, consultando il sito del MiBAC alla pagina http://dger.beniculturali.it/professioni/restauratori-di-beni-culturali/

La richiesta dovrà contenere la formale domanda del legale rappresentante, nella quale sarà indicata la copertura della spesa da sostenersi, e il progetto/preventivo del restauratore.
Il progetto del restauratore dovrà essere corredato da analitica documentazione fotografica, generale e di dettaglio, dello stato di fatto.

Solo se il lavoro comporterà una spesa superiore a € 10.000,00 (IVA compresa), si dovranno allegare tre progetti/preventivi, indicando a chi si ipotizza di affidare il restauro. Inoltre è richiesto che il restauratore, al termine del lavoro, fornisca all’ufficio amministrativo – beni culturali, la documentazione del lavoro eseguito (relazione e documentazione fotografica).

E’ compito dell’Ordinario, attraverso l’ufficio competente, concordare sulla scelta del restauratore, prima di presentare la domanda al MiBAC.

E’ possibile ricevere erogazioni liberali con la possibilità della detrazione fiscale da parte del donatore.


Prestito di beni culturali

Il prestito di beni culturali di pertinenza ecclesiastica può essere occasione di promozione ed evangelizzazione ma deve sempre essere salvaguardata sia la conservazione dei beni nella movimentazione e collocazione in mostra, che la loro valenza religiosa. Il prestito è disciplinato ed autorizzato dall’Ordinario che, attraverso l’ufficio diocesano, provvederà a inoltrare la domanda al MiBAC.

La richiesta deve essere inoltrata per mail, dal legale rappresentante dell’ente proprietario del bene o dagli organizzatori dell’evento, a anna.maria.bertoli.barsotti@chiesadibologna.it

Prima dell’invio della pratica al MiBAC, l’ufficio di curia dovrà acquisire, con almeno quattro mesi di anticipo sulla inaugurazione della mostra, tutta la documentazione richiesta come da circolare Mibac n. 29 del 22 ottobre 2019:

  • domanda di prestito a firma del soggetto organizzatore;
  • standard facility report degli spazi espositivi della struttura ospitante;
  • elenco completo dei beni che parteciperanno alla mostra;
  • nominativo del responsabile della custodia delle opere richieste in prestito;
  • nominativo della ditta specializzata affidataria delle operazioni di movimentazione;
  • nominativo della compagnia assicurativa designata per la polizza assicurativa.

Per le mostre all’estero sono necessari ulteriori documenti per cui si rimanda alla tabella B in allegato.


Spostamento di beni culturali

Nella necessità, per culto o custodia, di provvedere allo spostamento di opere tutelate, tra enti ecclesiastici dell’Arcidiocesi; è necessaria l’autorizzazione dell’Ordinario e del MiBAC.

La richiesta deve essere inoltrata per mail dal legale rappresentante dell’ente ecclesiastico proprietario o da quello ricevente inviando la documentazione alla mail anna.maria.bertoli.barsotti@chiesadibologna.it . La richiesta dovrà contenere la domanda, come da modello qui allegato, specificando le motivazioni che necessitano lo spostamento.

Lo spostamento verrà segnalato nell’Inventario dei beni storico artistici, nella scheda relativa al bene trasferito.


Furto di beni culturali

In caso di furto di un bene tutelato è fondamentale, al fine del recupero, che il legale rappresentante provveda a sporgere denuncia alle autorità preposte (carabinieri o polizia) il prima possibile. Più informazioni vengono date alle forze dell’ordine e più tempestiva è la denuncia, maggiore sarà la possibilità di ritrovare la refurtiva. La denuncia dovrà essere corredata da fotografie e dalla descrizione il più dettagliata possibile dell’opera trafugata (autore, oggetto, soggetto, datazione, materia e tecnica, misure). Per recuperare queste informazioni può essere d’aiuto ricorrere alle schede dell’Inventario dei beni storico artistici, di cui ogni parroco dovrebbe conservare una copia o farne richiesta all’ufficio, attraverso la mail anna.maria.bertoli.barsotti@chiesadibologna.it . E’ fondamentale, che copia della denuncia sia trasmessa all’ufficio attraverso la mail anna.maria.bertoli.barsotti@chiesadibologna.it , che invierà subito la segnalazione al Comando carabinieri tutela patrimonio artistico e al MiBAC.

Se l’ente ecclesiastico ha la copertura assicurativa per il “ramo furti”, si dovrà fare denuncia alla compagnia assicurativa allegando: copia della denuncia effettuata presso la pubblica autorità, scheda del bene, documentazione fotografica del luogo del furto e del bene tutelato, stima del bene tutelato, redatta da un perito o a cura dell’ufficio amministrativo e beni culturali.

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